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La Valigia delle Indie

Un’altra epoca, un’altra Castellammare. Una città che correva e si espandeva. Castellammare Adriatico, dopo l’avvento della ferrovia nella seconda metà dell’800, divenne un importante scalo ferroviario della tratta adriatica. Vi faceva sosta anche il famoso “Peninsular Express”, o “Valigia delle Indie”.

Era un convoglio ferroviario per il trasporto postale ma anche dei viaggiatori e di merci,  tra Londra ed i possedimenti inglesi nelle Indie.

Inizialmente la tratta da Londra all’India prevedeva il periplo dell’Africa in nave, con un viaggio che durava circa 100 giorni. Un ex ufficiale della Royal Navy, Thomas Waghorn, ipotizzò che, grazie all’uso delle ferrovie, i tempi si sarebbero potuti dimezzare. Si pensò allora di utilizzare lo scalo di Marsiglia con imbarco dei vagoni su un Piroscafo, con sbarco ad Alessandria d’Egitto.

Ma con l’unità d’Italia, il nostro Governo propose al Governo di Sua Maestà l’utilizzo del percorso italiano fino ad Ancona in treno e fino a Brindisi in nave, quindi Alessandria d’Egitto. Con la fine dei lavori della tratta ferroviaria Adriatica, da Ancona a Brindisi, si estese il tragitto fino al porto della città pugliese anche perchè, con l’apertura del canale di Suez la parte di viaggio in mare veniva ridotta notevolmente.  Il viaggio durava complessivamente 22 giorni. Fu inaugurato il 25 ottobre 1870 per essere abbandonato nel 1914, alla vigilia dello scoppio della I Guerra Mondiale.

Il “Peninsular Express”, o “Valigia delle Indie”, partiva da Londra ogni Venerdì alle ore 21 per trovarsi dopo 44/45 ore a Brindisi. Dopo Londra, il convoglio transitava per Calais, Parigi. Fino al 1871 un treno apposito valicava il Colle del Moncenisio da Saint Jeanne de Maurienne a Susa, attraverso una ferrovia a cremagliera (sistema Fell), Modane, (il 5 gennaio 1872 in Peninsular Express transitò per la prima volta  attraverso il traforo del Frejus) ed entrava nel territorio italiano toccando Torino, Piacenza,  Bologna, Ancona, Castellammare, Foggia. A Brindisi i passeggeri si imbarcavano a bordo di piroscafi della società inglese “Peninsular and Oriental Steam Navigation Company” (P&O).  Castellammare Adriatico era inserita, quindi, nelle fermate di scambio con una importanza notevole in termini di passeggeri. Castellammare e la sua stazione entravano di colpo nello scenario internazionale. Questa circostanza contribuì non poco allo crescita della cittadina teramana. Uno sviluppo commerciale ed anche industriale che si irradiava proprio dalla stazione e che, qualche anno più tardi, verrà consolidato e sostenuto dall’amministrazione di Leopoldo Muzii.

Il convoglio della “Valigia delle Indie” era composto da un locomotore a vapore FS 552 della Società delle Ferrovie Adriatiche,  due bagagliai, una carrozza ristorante e due carrozze letto della Compagnie Internationale des Wagons-Lits (CIWL). Secondo alcuni storici il nome “Valigia delle Indie” si ricollegava ad un tipico contenitore cilindrico in cuoio, sempre ben chiuso con il lucchetto, usato per trasportare quanto necessario durante il viaggio.